Danilo Forini ha criticato sulle colonne de laRegione (31.3.2025) l’uso del termine “equo” in un’interpellanza PLR sui sussidi cassa malati per proporre un controprogetto a sostegno del potere d'acquisto di molti ticinesi.
Il Vicepresidente PS lo fa con un artificio sempre più in voga: semplificare la realtà e polarizzare la società, dividendola tra chi riceve sussidi e i plurimilionari, dimenticando così il ceto medio sempre più irrequieto. Parliamo di quei due terzi della popolazione che pagano imposte e non ricevono sussidi, e che forse sarebbe stato utile ascoltare tramite una votazione cantonale sui sussidi di cassa malati. Votazione che il PS, con l’aiuto anguillesco del Centro, ha evitato.
Oggi questi contribuenti finanziano già 400 milioni per gli ospedali e 420 milioni per i sussidi, in crescita automatica e sempre più insostenibile. Se passassero le iniziative Lega e quella rossoverde, si rischierebbe uno sbalzo finanziario di 400 milioni aggiuntivi, portando la spesa sanitaria pubblica a 1,2 miliardi: senza riforme strutturali e tutta a carico di chi già paga. Conseguenza? Meccanismo costituzionale del freno al disavanzo in vigore e quindi più imposte per chi già le paga e generazioni future eredi di un debito pubblico irresponsabile.
Per noi non è equo ma semplicemente irresponsabile: un eccesso di sussidi che diventa iniquo (e costoso) per tutti coloro che non ne hanno diritto ma che vedrebbero aumentarsi le imposte. Cosa risponderebbe il PS? "Vero, estendiamo allora i beneficiari dei sussidi!". E avanti così. Il PLR sostiene la coesione sociale in modo ragionevole e non cullando la popolazione tra le coperte dell'assistenzialismo. I sussidi vanno usati con criterio, e il vero nodo è ridurre i costi della sanità, come il PLR predica da anni senza usare la scorciatoia dell'attacco cronico alle casse malati.
Bene però che ora il PS sembra disponibile a discutere di contenimento della spesa sanitaria, sebbene mascherandolo con il concetto di "contenere l'aumento dei guadagni nel settore". Speriamo che questa apertura sia frutto di un'analisi realistica, evitando slogan semplicistici come "colpa delle cliniche private, dei salari dei manager e delle riserve delle casse malati".
La Costituzione cantonale garantisce cure mediche essenziali e un sostegno adeguato ai bisognosi (art. 13 e 14). Sacrosanto, ma forse dovremmo ripartire dalla definizione di "cure essenziali, necessarie e sufficienti" per stabilire dove siamo andati oltre e intervenire di conseguenza.
Matteo Quadranti, capogruppo PLR, laRegione, 3 aprile 2025